Programmazione
4 mesi, 3 settimane, 2 giorni
La morte del signor Lazarescu
California Dreamin'
La ricostruzione

Romania

Vincere la Palma d’Oro a Cannes costituisce un importante riconoscimento personale, se il cineasta è occidentale, ma se per caso (come per Cristian Mungiu, vincitore nel 2007 con 4 mesi, 3 settimane e 2 giorni) si tratta di un giovane regista/sceneggiatore romeno, è qualcosa di più. Un faro. Un occhio di bue acceso e puntato sulla vivacità culturale di una nazione (cinema e letteratura al contempo) che raramente gode di spazio e attenzione adeguati. Per le prospettive e le energie socio-culturali di una nazione come la Romania, un regista che trionfa a Cannes è una grande occasione. Un’occasione per mettere in rilievo, per mostrare, far ascoltare, far leggere le preziose e diverse voci della propria arte contemporanea.

La Cineteca di Bologna ha sostenuto questa occasione, e dedica in questa quarta edizione di ‘Le parole dello schermo’ un focus alla Romania, invitando scrittori e registi romeni a discutere e confrontarsi con i colleghi italiani. Bruno Mazzoni, Giorgio Ficcarelli, Bruno Gambarotta e Giovanna Zucconi ci condurranno in un percorso di incontri, dibattiti, rassegne cinematografiche e presentazioni di libri. Fra i cineasti in arrivo dalla Romania ricordiamo Stere Gulea, Marian Tutui, H. Roman Patapievici, Tudor Voican, Catalin Mitulescu; tra gli scrittori Dan Lungu, Lucian Teodorovici, Filip Florian, Dan Cepraga, Anamaria Sandu, Anca Maria Mosora, Catalin Dorian Florescu. La pattuglia di scrittori italiani è formata da Andrea Bajani, Silvia Ballestra, Antonio Scurati...

Per quanto riguarda le ‘visioni’, l’ampia retrospettiva sul cinema romeno è suddivisa in tre sezioni: i film più rappresentativi del panorama nazionale secondo il regista Lucian Pintilie (tra gli altri La foresta degli impiccati di Liviu Ciulei, La morte del signor Lazarescu di Cristi Puiu, I Moromete di Stere Gulea, 4 mesi, 3 settimane e 2 giorni di Cristian Mungiu e La ricostruzione dello stesso Pintilie); le più interessanti opere d’esordio (California Dreamin' di Cristian Nemescu, Ryna di Ruxandra Zenide, Come ho festeggiato la fine del mondo di Catalin Mitulescu) e una panoramica sul cortometraggio. Tutto questo non perché Cristian Mungiu ha vinto a Cannes, ma per le ragioni che la sua stessa vittoria ha reso evidenti e non rimandabili: la necessità di raccontare e capire la Romania.

 

Approfondimenti

Immagini della Romania di Giorgio Ficcarelli

L'uno e il diverso nella giovane letteratura romena di Bruno Mazzoni

Romania dreamin’. Il fenomeno cinema romeno
di Nicola Falcinella

“Quando i fantasmi si liberano, non esistono porte per bloccarli”. Intervista a Lucian Pintilie a cura di Luisa Ceretto e Roberto Chiesi