Eventi speciali


Incontro con Emir Kusturica

Domenica 2 novembre - Biblioteca Renzo Renzi della Cineteca

Una conversazione sul rapporto tra la pagina e lo schermo, sull’adattamento come traduzione/tradimento con il regista di Sarajevo, il cui film più memorabile (Palma d’Oro a Cannes nel 1995), Underground, è tratto dal romanzo Bila jednom jedua zemlja e dall’opera teatrale Pralece u januaru di Dusan Kovacevic. L'incontro seguirà la proiezione al Lumière del film Papà è in viaggio d'affari (inizio ore 14)


 

Incontro con Roberto Escobar

Martedì 4 novembre, ore 18.00 - Biblioteca Renzo Renzi

In un Festival in cui centrale è il soggetto di paura (collegata alla diversità, allo straniero, alla sfida dell’avventura e ai vampiri stessi) la Cineteca ha deciso di invitare Roberto Escobar (docente di Dottrina dello stato e critico cinematografico del Sole 24 Ore, ma soprattutto autore di saggi e volumi sul tema della paura, per una chiacchierata con il direttore Gian Luca Farinelli.


 

Pino Cacucci presenta il suo nuovo romanzo

Mercoledì 5 novembre, ore 18.30 - Cinema Lumière, Sala Officinema/Mastroianni

Sono vent'anni - Outland rock è del 1988 - che Pino Cacucci raccoglie storie di eroi e ribelli, lotte e ingiustizie. Vent'anni in cui Cacucci da osservatore parziale registra e dà conto dei propri vagabondaggi. Lo fa Un po' per amore e un po' per rabbia. In questo libro, che è in qualche modo la summa di emozioni e riflessioni squisitamente cacucciane, c'è l'amore per il mondo, per i disperati, per i 'combattenti', per le idee, per i paesaggi e qualche volta per la sua città (una Bologna smascherata e scalfita da un beffardo sorriso). E c'è la rabbia per i guasti della società civile e politica, per i paradossi della realtà sociale, per le ferite non chiuse della Storia. È un volume scandito in sette parti: Vagabondaggi: i viaggi dell'autore in paesi lontani e i vagabondaggi in Italia; Bastiancontrario: gli scritti polemici sulla politica italiana ed estera; Leggere per r/esistere: materiali diversi sui suoi scrittori preferiti - tra cui una lettera inedita di Primo Levi a Sante Notarnicola - e recensioni; La memoria non m'inganna: ricordi di persone, personaggi ed eventi degli ultimi vent'anni; Per esempio, ho conosciuto: gli incontri più memorabili, tra cui uno molto particolare con Federico Fellini; Gazzettiere bolognese: articoli satirici su Bologna; Varie ed eventuali: raccolta di scritti "inclassificabili", dal cinema alla musica, fino a un primo e inedito racconto.
Un po' per amore e un po' per rabbia è un caleidoscopio di esperienze, di piccole e grandi storie.



Incontro con Nanni Moretti

Mercoledì 5 novembre, ore 20 - Cinema Lumière, Sala Officinema/Mastroianni

Sul finire del 2008, a incrociare le voci ‘Nanni Moretti’ e ‘cinema e letteratura’, il primo risultato che s’affaccia alla mente è probabilmente Caos calmo, il premiato romanzo di Sandro Veronesi che, prontamente diventato film, ha goduto della presenza dello stesso Moretti in qualità d’attore principale. Ma ‘Le parole dello schermo’ hanno scavato ben più indietro nel tempo, e a Bologna Nanni Moretti verrà per presentare il mediometraggio Come parli, frate?, girato in super8 nel 1974, due anni prima della rivelazione urbi et (quasi) orbi che fu Io sono un autarchico, e ora restaurato dal laboratorio l’Immagine Ritrovata della Cineteca di Bologna. Come parli, frate? è un’irresistibile parodia dei Promessi sposi manzoniani, raccontati dal punto di vista di Don Rodrigo (che è appunto Moretti). Come parli, frate? (insieme ai cortometraggi La sconfitta e Pâté de bourgeois, pure restaurati a Bologna) costituisce dunque l’insospettabile e mai più ripetuto esperimento ‘letterario’ di un cineasta che poi, a lungo attraverso gli occhi dell’alter ego Michele Apicella, ha raccontato i vizi, le virtù, i tic, le paure e i quieti orrori della società italiana dagli anni Settanta ad oggi.


 

Incontro con Mario Monicelli

Domenica 9 novembre, ore 19 - Cinema Lumière, Sala Officinema/Mastroianni

C’è un operaietto sui 17 anni che lavora in una grande azienda. È docile, è paziente, è onesto, faticatore, svelto, coscienzioso. Ma è poeta. Cioè? Cioè un bel giorno, o meglio un brutto giorno, decide di farsi crescere i capelli.

“Una storia di giovani e una storia d’amore. E una storia che corre verso la catastrofe come tutte le storie che si rispettino”, scrive Mario Monicelli di questo suo soggetto, Capelli lunghi, che verrà a presentare personalmente a ‘Le parole dello schermo. Un lungo racconto di due vite normali, lavoro-famiglia-bar-amore, nelle quali irrompe la poesia tragica, cocciuta e illusoria del Sessantotto. Due ragazzi in fuga in moto contro il mondo intero, e tutto per un principio di libertà. Verso la fine degli Anni Sessanta Monicelli scrive il soggetto di Capelli lunghi, inventandosi il personaggio di un giovane operaio capellone, deciso a sfidare la società insieme alla sua compagna tredicenne pur di non tagliarsi la chioma. Un poeta e un eversore dell’ordine costituito, tanto scomodo per la società da spaventare anche il produttore cui viene presentato il progetto, che infatti glielo boccia. E così il film finisce in un cassetto, per vedere la luce solo quarant’anni dopo, in un’altra forma, grazie alla versione a fumetti in 22 tavole di Massimo Bonfatti. Il libro, pubblicato da Aliberti nel 2008, ricostruisce le vicende dell’unico soggetto di Mario Monicelli rimasto sulla carta, attraverso un’intervista al regista toscano a cura di Franco Giubilei, il testo originale di Capelli lunghi e la storia a fumetti di Massimo Bonfatti.


 

Incontro con Manoel de Oliveira

domenica 16 novembre, ore 15 - Cinema Lumière, Sala Officinema/Mastroianni

Un festival che studia il rapporto fra la pagina e lo schermo non può perdere l’occasione di confrontarsi dal vivo con il maestro portoghese Manoel de Olivera. Il rapporto con la letteratura, nel segno di raffinatissime elezioni personali, segna l’intera lunga vita cinematografica di De Oliveira: Camilo Castelo Branco ispira Amor de perdição, Paul Claudel Le Soulier de satin, Madame Lafayette della Princesse de Clèves è alla base di La lettera, una quanto mai depistante Divina Commedia fa incontrare Raskolnikov e i fratelli Karamazov, e su tutti s’impone il legame con Agustina Bessa-Luis, autrice dei romanzi da cui prendono forma Francisca, Il convento, La valle fantasma (anche splendida variazione flaubertiana), Il principio dell’incertezza, Lo specchio magico... A proposito di Amor de perdição, tratto dal romanzo che in Portogallo si studia a scuola come noi studiamo I promessi sposi, De Oliveira ha detto in un’ intervista: “Tutto quello che venne da me per il film, venne dal libro per me. Non mi posso spogliare della mia soggettività. Ma lo sforzo in questo senso è salutare”. Partirà forse da questa riflessione l’excursus di De Oliveira nei segreti dell’adattamento cinematografico e del necessario rispetto (o tradimento) del testo di partenza: a Bologna, il regista sarà infatti impegnato, insieme all’amico João Bénard da Costa (direttore della Cinemateca Portuguesa), in una libera conversazione sul tema del rapporto fra cinema e letteratura.