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André Deed

Autore: Jean A. Gili
Le Mani-Cineteca di Bologna, 2005, pagg. 232

Uno dei più acuti e appassionati storici del cinema italiano firma il primo libro dedicato ad André Deed, una delle grandi figure del burlesque francese e italiano. Alla confluenza fra le invenzioni di Méliès, i trucchi di Segundo de Chomon, le fantasticherie suggerite da Giovanni Pastrone, Cretinetti (o Boireau), prevedibile o imprevedibile, è l’uomo a cui tutto può succedere, secondo una logica dell’assurdo che è lo sconvolgimento del senso comune. Come tutti i grandi comici, sviluppa una volontà costante di sovversione dell’ordine stabilito. Niente resiste alla sua furia iconoclasta nello sfogo distruttivo, nell’insolenza, nella scortesia, nel non-senso. È conosciuto dal grande pubblico prima di Max Linder e dei burlesques americani e i suoi diversi nomignoli, Boireau, Cretinetti, Gribouille, Toribio, Sanchez, Muller, Foolshead, Lehman, ecc., sono la prova di una straordinaria capacità di toccare i pubblici più diversi, di divertire latini e anglosassoni, di adattarsi sia agli spettatori del vecchio mondo sia alle eccentriche folle americane. Protagonista della Belle Epoque, André Deed riesce a superare la tragedia della prima guerra mondiale prima di rientrare lentamente tra i ranghi e di perdere il suo statuto di star per quello di attore comico. Ma con lui il cinema è diventato più adulto.

Jean A. Gili, professore di Storia del Cinema all'Université de Paris I Panthéon-Sorbonne, ha pubblicato numerosi libri sul cinema italiano e francese. Membro del comitato di redazione della rivista 'Positif'' e coordinatore dell'Association française sur l'Histoire du Cinéma, è il direttore artistico, fin dalla sua creazione nel 1983, del festival Annecy Cinéma italien.

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