Proiezioni:
Domenica 29 giugno 2014
Cinema Arlecchino
10.45
Mercoledì 2 luglio 2014
Cinema Arlecchino
09.00

RĘKOPIS ZNALEZIONY W SARAGOSSIE

(Il manoscritto trovato a Saragozza/The Saragossa Manuscript, Polonia/1964) R.: Wojciech Has. D.: 155'. V. polacca

 

T. it.: Il manoscritto trovato a Saragozza. T. int.: The Saragossa Manuscript. Sog.: dal romanzo omonimo di Jan Potocki. Scen.: Tadeusz Kwiatkowski. F.: Mieczysław Jahoda. M.: Krystyna Komosińska. Scgf.: Jerzy Skarżyński, Tadeusz Myszorek. Mus.: Krzysztof Penderecki. Int.: Zbigniew Cybulski (Alfonse Van Worden), Iga Cembrzyńska (principessa Emina), Elżbieta Czyżewska (Donna Frasquetta Salero), Gustaw Holoubek (Don Pedro Velasquez), Stanisław Igar (Don Gaspar Soarez), Joanna Jędryka (Zibelda), Janusz Kłosiński (Don Diego Salero), Bogumił Kobiela (Senor Toledo). Prod.: Zespół Filmowy Kamera. Pri. pro.: 2 settembre 1965. 35 mm. D.: 155'. Bn. Versione polacca con sottotitoli inglesi / Polish version with English subtitles. Da: Filmoteka Narodowa per concessione di Studio Filmowe Kadr 

 

Rękopis Znaleziony w Saragossie è un film surrealista su scala epica, e questo già basterebbe a renderlo unico e memorabile. Basato sul romanzo di Jan Potocki, si divide in due parti. La prima segue le disavventure di un nobile (Zbigniew Cybulski) nella Spagna del Settecento, ancora terrorizzata dall'Inquisizione e perseguitata dai fantasmi dei Mori. Nella seconda parte, un nobile seduto a tavola ascolta dalla bocca di un vecchio zingaro una serie di storie che si incastrano l'una dentro l'altra in un groviglio di sogno e realtà. Wojciech Has (1925-2000) approdò alla scuola cinematografica di Łódż dopo aver trascorso alcuni anni all'Accademia di belle arti di Cracovia e aver lavorato per uno studio di produzione di Varsavia specializzato in documentari. Regista estremamente versatile, è noto soprattutto per le due incursioni nel surrealismo: Saragozza e La clessidra (1974), un film a colori fosco e allucinatorio che almeno negli ambienti delle arti visive è diventato un'opera di culto. In questi film il regista mette a frutto il suo passato di documentarista e di artista figurativo: immagini affilatissime si scontrano con combinazioni fantasiose e sorprendenti di situazioni e composizioni visive che appaiono vive e tangibili. Grazie alla sua formazione il regista potrebbe essere definito l'equivalente cinematografico di Salvador Dalí. Non sorprende dunque che Rękopis Znaleziony w Saragossie fosse uno dei film preferiti di Luis Buñuel, che nella sua produzione più tarda (soprattutto il Il fascino discreto della borghesia) tentò in vari modi di ricreare gli intrecci complessi e sensuali prodotti dalle tecniche narrative di Has. Ma neanche il maestro del surrealismo riuscì a sorpassare le visioni del regista polacco: le storie di Has e le loro diramazioni danno vita a un felicissimo viaggio cinematografico in un mondo onirico nel quale tutto alla fine assume un senso, logico o paradossale che sia.

Petteri Kalliomäki

 

The Saragossa Manuscript is a surrealist film made on an epic scale, which is already quite a unique and memorable effort. Based on a novel by Jan Potocki, the film is divided into two parts. The first follows the misadventures of a nobleman (Zbigniew Cybulski) in 18th century Spain, which is still terrorized by the Inquisition and haunted by the ghosts of the Moors. The second part is a wonderful recreation of leisurely evenings of story-telling from the past: a nobleman sits down at the dinner table and listens to a series of nested stories told by an old gypsy, with no one in a hurry- not even to complete his own story. Wojciech Has (1925-2000) came to the Łódż film school after spending some years at the Academy of Fine Arts of Krakow and working for a documentary studio in Warsaw. As a feature film director his output has been versatile, but he is best remembered for his two ventures into the surrealist arena: Saragossa and The Hour-Glass Sanatorium (1974), a gloomy, hallucinatory color film with a cult following, at least in the visual arts circuits. These films combine Has' background as both documentarist and pictorial artist: the razor-sharp pictures collide with imaginative and surprising combinations of situations and visual compositions as if they were living and breathing. On the basis of these two achievements the director could be well described as a cinematic equivalent to Salvador Dalí. From this point of view it is not surprising that The Saragossa Manuscript was one of Luis Buñuel's favorite films; it seems to have had quite an effect on his production. Many of his later films (especially The Discreet Charm of the Bourgeoisie) try in one way or another to recreate Has' sensual flow of multi-layered storytelling techniques. But surpassing the original Polish vision was impossible even for the master of surrealism himself: Has' seven (or so) inner stories that link with other stories form one of the most joyous cinematic journeys ever seen - a journey inside a world of dreams where in the end everything makes perfect sense both in logical terms and as an absurd joke.

Petteri Kalliomäki

Lingua originale con sottotitoli Lingua originale con sottotitoli
Dettagli sul luogo:
via delle Lame, 57
Numero posti: 450
Aria condizionata
Accesso disabili
Tel. 051 522285