Giovedì 3 luglio 201417.45
Cinema Arlecchino

EAST OF EDEN

(La valle dell'Eden, USA/1955)
R.: Elia Kazan. D.: 115'. V. inglese. Digitale
Introduce Ned Price (Warner Bros)


T. it.: La valle dell'Eden. Sog.: dal romanzo omonimo di John Steinbeck. Scen.: Paul Osborn. F.: Ted McCord. M.: Owen Marks. Scgf.: James Basevi, Malcolm Bert. Mus.: Leonard Rosenman. Int.: James Dean (Cal Trask), Julie Harris (Abra), Raymond Massey (Adam Trask), Burl Ives (Sam), Richard Davalos (Aron Trask), Jo Van Fleet (Kate), Albert Dekker (Will Hamilton), Lois Smith (Anne), Harold Gordon (Gustav Albrecht), Nick Dennis (Rantini). Prod.: Warner Bros.-First National
DCP. D.: 115'. Col. Versione inglese con sottotitoli italiani / English version with Italian subtitles 
Da: Warner Bros per concessione di Park Circus
Il restauro 4K del negativo camera 35mm originale è stato realizzato alla Warner Bros . Motion Picture Imaging . Data la popolarità del film, il negativo aveva subito significativi danni fisici . Il suono stereo è stato ricavato da Chace Audio by Deluxe dalle colonne magnetiche delle copie di distribuzione / 4K restoration from the 35mm original camera negative at Warner Bros. Motion Picture Imaging. This original camera negative sustained heavy physical damage due to the popularity of the film. The stereo soundtrack was retrieved by Chace Audio by Deluxe from 35mm 'Mag Stripe' prints, manufactured for original release 

 

La grande intuizione di Kazan fu James Dean, un giovane attore che aveva interpretato il provocante ragazzo arabo nell'adattamento teatrale dell'Immoralista di André Gide ed era riuscito a sedurre non solo il protagonista ma anche la critica. Fu lo sceneggiatore Paul Osborn a proporre Dean, e dopo un breve colloquio Kazan fu certo che questo ragazzo era Cal. Steinbeck fu d'accordo, disse "eccome se lo è!" e la questione fu risolta. 
Robert Cornfield in Elia Kazan, Appunti di regia, Edizioni Cineteca di Bologna, Bologna 2011 

Sentivo che il corpo di Dean era molto grafico [...]. Addirittura camminava come un granchio, come se cercasse sempre di rannicchiarsi. Io me ne accorgevo, ma non è una cosa visibile nei primi piani. Comunque Dean era storpio dentro - non era come Brando. La gente li paragonava, ma non c'era nessuna somiglianza. Era un ragazzo molto, molto più malato, e Brando non è malato, è solo tormentato. Ma penso anche che ci sia qualcosa dispeciale nel volto di Dean. È un volto così desolato e solo e strano. E ci sono momenti in cui uno si dice "Oh, Dio, ma è bellissimo - che spreco! Quanta bellezza perduta!". 
Dean era quello che aveva il talento più naturale dopo Marlon. Ma gli mancava la tecnica; non aveva una formazione adeguata. Non era in grado di interpretare ruoli che non fossero nelle sue corde. Spesso azzeccava una scena istintivamente al primo colpo. A volte invece no e allora cominciavano i problemi. Non aveva neanche un'intelligenza di prim'ordine. Dirigerlo era gratificante perché coglieva sempre qualcosa dello spirito della gioventù che si considerava defraudata dalla generazione precedente. Ma c'era un elemento di autocommiserazione e lo trovavo seccante. C'era in lui una considerevole dose di innocenza, che però non si accompagnava alla forza o al coraggio ma all'odio e a una sorta di disperazione. La sua immaginazione era limitata, come quella di un bambino. Dirigerlo era come dirigere il cane Lassie; il regista somministrava una serie di premi e di minacce e ingaggiava con lui una partita psicologica. Bisognava coccolarlo e abbracciarlo oppure minacciare di abbandonarlo. Il suo attore preferito era Brando, e qui il solo termine possibile è adorazione. Quando Brando venne a far visita al set della Valle dell'Eden Jimmy era intimorito e quasi raggrinzito per il rispetto. Ma non sono d'accordo con quanti dissero che aveva preso in prestito i manierismi di Marlon; lui aveva già i suoi, ed erano più che sufficienti. 
Elia Kazan, Appunti di regia, Edizioni Cineteca di Bologna, Bologna 2011 


Kazan's great casting hunch was James Dean, a young actor who had played the tantalizing Arab boy in a stage adaptation of André Gide's The Immoralist and succeeded in seducing critics in ad-dition to the play's protagonist. Screenwriter Paul Osborn suggested Dean, and after a brief interview, Kazan was sure this guy was Cal. Steinbeck agreed, "said he sure as hell was, and that was it". Robert Cornfield in Elia Kazan, Kazan on Directing, Alfred A. Knopf, New York 2009 

I felt that Dean's body was very graphic; it was almost writhing in pain sometimes [...]. He even walked like a crab, as if he were cringing all the time. I felt that, and that doesn't come across in close-up. Dean was a cripple, anyway, inside - he was not like Brando. People compared them, but there was no similarity. He was a far, far sicker kid, and Brando's not sick, he's just troubled. But I also think there was a value in Dean's face. His face is so desolate and lonely and strange. And there are moments in it when you say, "Oh, God, he's handsome - what's being lost here! What goodness is being lost here!"
Dean had the most natural talent after Marlon. But he lacked technique: he had no proper training. He could not play a part outside his range. He often hit a scene immediately and instinctively right. Sometimes he did not and then there would be problems. Nor was his intelligence of a high order. Directing him was gratifying because he always caught something of the spirit of the youth which considered itself disenfranchised by the preceding generation, their parts. But there was an element of self-pity here and I found this irksome. He had considerable innocence but not as an adjunct of strength or courage; but of hatred and a kind of despair. His imagination was limited; it was like a child's. To direct him was somewhat like directing Lassie the dog; the director dealt in a series of rewards and threats and played a psychological game with him. He had to be coddled and hugged or threatened with abandonment. His own favorite actor was Brando, and the only word possible here is hero-worship. When Brando came to visit my set of East of Eden, Jimmy was awestruck and nearly shriveled with respect. But I cannot concur in an impression that has some currency, that he fell into Marlon's mannerisms; he had his own and they were ample.
Elia Kazan, Kazan on Directing, Alfred A. Knopf, New York 2009 


 


 



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L'evento è parte di:
Il Cinema Ritrovato
  James Dean
Dettagli sul luogo:
via delle Lame, 57
Numero posti: 450
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