Venerdì 5 luglio 201318.00
Cinema Lumière - Sala Officinema/Mastroianni

LETTRE À LA PRISON

(Francia/1969-1970) R.: Marc Scialom. D.: 70'

Introducono Marc Scialom e Silvia Tarquini

T. alt.: Le Chien. Scen., F., M.: Marc Scialom. Mus.: Mohamed Matar, Mohamed Saada. Int.: Tahar Aïbi (Tahar), Marie-Christine Lefort (la ragazza incontrata da Tahar), Myriam Tuil (l'hôtelière), Marie-Christine Rabedon (una ragazza), Jean-Louis Scialom (il bambino sulla terrazza), Hamid Djellouli (la voce del fratello di Tahar), Jean-Louis Dupont (l'assassino). Prod.: Film Flamme, Société de production Le Sacre, Société de production Polygone Étoilé 35mm. D.: 70'. Bn e Col. Versione francese con sottotitoli inglesi / French version with English subtitles
Da: Film Flamme / Polygone Étoilé
Restaurato nel 2008 presso il laboratorio l'Immagine Ritrovata di Bologna / Restored in 2008 at L'Immagine Ritrovata laboratory

A tutti quelli che lavorano ostinatamente nell'ombra, ai cineasti marginali, dilettanti, atipici, che so esplodere di una passione umiliata e brulicano di mille folgorazioni, tali da far impallidire il cinema e la televisione ufficiali, a tutti coloro che la 'professione', con superbia, ignora, io dedico Lettre à la prison e la sua avventura.


Marc Scialom

 


Marc Scialom, ebreo di origini italiane, toscane, poi naturalizzato francese, nasce a Tunisi nel 1934. Dopo le persecuzioni naziste nel '43 in Tunisia, le ripercussioni sugli italiani, automaticamente associati ai fascisti nel periodo dell''epurazione', e la strage di Biserta (1961) - con lo sconfinamento in Tunisia della guerra franco-algerina denunciato nel corto La Parole perdue (1969) -, si trasferisce in Francia. La sua vita si intreccia, 'mancandola', con la storia del cinema: a Parigi Lettre à la prison, realizzato con amici e familiari, senza un produttore e quasi 'clandestinamente', non è sostenuto dai suoi compagni cineasti, tra cui Chris Marker. Si tratta di un'opera sulla perdita di identità culturale e personale di un esule arabo in Francia, che mette il dito nelle piaghe di (post)colonialismo e razzismo. È girato tra Tunisi, Marsiglia e Parigi, sull'asse dell'esilio dell'autore. Deluso, Scialom chiude il film in un cassetto. Torna alle sue origini, allo studio della lingua e della letteratura italiane. Insegna all'Università di Saint-Étienne. Traduce la Divina Commedia (Le Livre de Poche, 1996). Di Dante, sentito come "l'esule per eccellenza", si era già occupato con il cortometraggio Exils (1966), lavoro poi sempre rinnegato, anche dopo la vittoria del Leone d'argento alla Mostra di Venezia del 1972. Dopo il ritrovamento di Lettre à la prison grazie alla figlia Chloé, anche lei cineasta, il restauro e la presentazione nel 2008 al Festival International du Documentaire di Marsiglia, dove ottiene la Mention spéciale du Groupement National des Cinémas de Recherche, Marc Scialom torna al lavoro cinematografico con Nuit sur la mer (2012), riflessione sulla morte, e sull'utopia di un mondo senza frontiere.


Mila Lazic, Silvia Tarquini (a cura di), Marc Scialom. Impasse du cinéma. Esilio, memoria, utopia / Exil, mémoire, utopie, Artdigiland, Dublino 2012



To all of the people who work persistently in the background, the leftfield amateur filmmakers, who I know are bursting with so much frustrated passion and a mass of intuition that they make cinema and official television seem bland, to all the people who are arrogantly ignored by the "profession", I dedicate Lettre à la prison and the adventure contained within it.


Marc Scialom



Marc Scialom, Jewish Italian of Tuscan origin and naturalized French citizen, was born in Tunis in 1934. He moved to France after the Nazi persecution of 1943 in Tunisia, after which there were repercussions for Italians who were automatically associated with Fascism during the period of 'cleansing', and after the Bizerte massacre (1961) - resulting from the war between France and Algeria reported in the short film
La Parole perdue (1969). His life is intertwined with the history of cinema even if he has always been at its edges. Lettre à la prison was made with friends and family, without a producer and almost 'illegally'. In Paris it was not supported by his fellow filmmakers, including Chris Marker. It is a film about the loss of cultural and personal identity of an Arab exiled in France, which addresses the painful subjects of colonialism, post-colonialism and racism. It was filmed in Tunis, Marseille and Paris, following the director's exile. Disillusioned, Scialom left the film in a drawer. He went back to where he came from and studied Italian language and literature. He translated the Divine Comedy (Le Livre de Poche, 1996). He had already worked on Dante, considered an "exile par excellence", making the short film Exils (1966), a work that he would later reject, even after winning the Silver Lion at the Venice Film Festival in 1972. After the discovery of Lettre à la prison thanks to his daughter Chloé, also a film-maker,  and  the  restoration  and  presentation in 2008 at the Marseille Festival International du Documentaire, where it gained the Mention Spéciale du Groupement National des Cinémas de Recherche, Marc Scialom's return to work was on Nuit sur la mer (2012), a reflection on death and the utopia of a world without borders.


Mila Lazic, Silvia Tarquini (edited by), Marc Scialom.
Impasse du cinéma. Esilio, memoria, utopia / Exil, mémoire, utopie, Artdigiland, Dublin 2012

Lingua originale con sottotitoli Lingua originale con sottotitoli
L'evento è parte di:
Il Cinema Ritrovato 2013
  Cinemalibero
Dettagli sul luogo:
Piazzetta Pier Paolo Pasolini (ingresso via Azzo Gardino 65)

Numero posti: 174
Aria Condizionata
Accesso e servizi per disabili
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Tel. 051 2195311