Sabato 29 giugno 201317.30
Cinema Lumière - Sala Officinema/Mastroianni

MAYNILA SA KUKO NG LIWANAG

(Manila in the Claws of Light, Filippine/1975) R.: Lino Brocka. D.: 124'

T. int.: Manila in the Claws of Light. Scen.: Clodualdo del Mundo dal romanzo omonimo di Edgardo Reyes. F.: Miguel de Leon. M.: Edgardo Jarlego, Ike Jarlego. Mus.: Max Jocson. Su.: Luis Reyes, Ramon Reyes. Int.: Bembel Roco (Julio Madiaga), Hilda Koronel (Ligaya Paraiso), Lou Salbador Jr. (Atong), Tommy Abuel (Pol), Jojo Abella (Bobby), Juling Badabaldo (Misis Cruz). Prod.: Miguel de Leon, Severino Manotok per Cinema Artists. DCP. D.: 124'. Col. Versione tagalog con sottotitoli inglesi / Tagalog version with English subtitles
Da: World Cinema Foundation
Restaurato nel 2013 da World Cinema Foundation e Film Development Council delle Filippine presso il laboratorio L'Immagine Ritrovata, in collaborazione con LVN, Cinema Artists Philippines e Miguel de Leon / Restored in 2013 by the World Cinema Foundation and the Film Development Council of the Philippines at Cineteca di Bologna /L'Immagine Ritrovata laboratory, in association with LVN, Cinema Artists Philippines and Miguel de Leon

Alcuni sicuramente ricorderanno il giorno in cui a Cannes si cominciò a parlare di un piccolo film filippino a basso budget. Era il 1978. Secondo alcuni si trattava di un film 'sporco', a ennesima riprova del fatto che un'opera nata nelle fogne può contenere tanta passione da sconfinare nella tragedia, come aveva osservato il grande scrittore Lu Xun. Lino Brocka è stato uno dei registi più fisici della storia del cinema. [...] Possedeva una straordinaria vitalità, che espresse nelle grandi manifestazioni organizzate contro il regime di Marcos. Con i proventi dei suoi film acquistò sofisticate attrezzature sonore che gli permisero di riprendere l'intera Epifanio de los Santos Avenue, l'imponente asse autostradale che taglia Manila da nord a sud. Lino conosceva tutte le arterie di questa metropoli brulicante, che esplorava come faceva con le vene dei reietti dei suoi film. Poteva capitare che una vena si rompesse, e allora il sangue si riversava sullo schermo: accadde con Insiang, Jaguar, Bona, Bayanko, tutti presentati a Cannes. E poi, di punto in bianco, la morte: in uno stupido, evitabile incidente stradale. [...] Ma ancora oggi, quando guardate Manila, siete bruciati da una fiamma che non si spegne mai.

Pierre Rissient

 

Ultrarapido, di una vitalità feroce, inclassificabile, questo piccolo uomo si trova esattamente nel cuore del suo paese. Le contraddizioni della cultura e del cinema filippino lui le conosce tutte, le vive tutte. Brocka non è un eroe solitario, è un personaggio pubblico, un marginale 'esposto', calunniato e protetto dalla fama che sta nascendo all'estero. In lui c'è qualcosa di pasoliniano: il rispetto per la cultura 'bassa', l'emozione di fronte alla bellezza dei corpi, la volontà di sezionare per quanto possibile il legame sociale di cui questi corpi sono l'emblema. Brocka ama invischiare i suoi personaggi nelle trappole della messa in scena, non distoglie lo sguardo quando sono travolti dall'emozione. Essi finiscono con le spalle al muro, e noi con loro.

Serge Daney, 1981



Il restauro è stato possibile grazie ai negativi originali depositati al BFI National Archive fin dall'inizio degli anni Ottanta da Pierre Rissient per conto di Lino Brocka. Lo stato di conservazione dei negativi era critico. Il negativo è stato sottoposto a scansione per immersione in 4K. Il direttore della fotografia, Mike de Leon, ha guidato il processo di grading e ha confermato la validità della copia positiva usata come riferimento.

There are undoubtedly a few people left who still remember that day in Cannes 1978  when  rumors  started  circulating about a small, low budget film from the Philippines. A 'dirty' film, as some claimed, once more proving Lu Xun correct when he observed that while some art might originate in the sewer, it can be so full of passion that it goes as deep as tragedy. And perhaps even further, because Lino was one of the most physical filmmakers that cinema has ever had. [...] He possessed a remarkable vitality which was expressed fully in the large demonstrations he organized against Marcos' regime. With the money he made with his commercial films he bought some sophisticated sound equipment which allowed him to cover the entire Epifanio de los Santos Avenue, Manila's massive north to south transportation corridor. Lino knew all the arteries of this swarming city, and he penetrated them just as he penetrated the veins of the outcasts in his
films. Sometimes a vein would crack open and bleed. And that blood oozed on the screen with
Insiang, Jaguar, Bona, Bayanko, all of which were shown in Cannes. And then, just like that, he died, in a stupid, easily avoidable car accident. [...] Still, when you watch Manila, you'll be
burned by a flame that never goes out.

Pierre Rissient


Ultra-fast, fiercely vital, unclassifiable, this little man exists right in the heart of his country. He knows and experiences all the contradictions of Filipino culture and cinema. Brocka is not a solitary hero, he is a public figure; though marginal, exposed, and slandered, he is protected by his fame abroad. He has some key traits in common with Pasolini: a respect for 'lower' culture, a feeling for the beauty of the body, a willingness to dissect the social links that the bodies represent. Brocka loves flinging his characters into the traps of mise en scène, he never turns away when they are overwhelmed by emotion, and once they are cornered, neither can we.

Serge Daney, 1981



The restoration was made possible through the use of the original  camera and sound negatives deposited by Pierre Rissient, on behalf of Lino Brocka, at the BFI National Archive since the early 1980s. The state of conservation of the negatives was critical. The negative was wet-scanned at 4K resolution. Color decay was also a significant problem. The film's cinematographer, Mike de Leon, attentively guided the grading phase and validated a positive print for reference.


a seguire
THE MAKING OF MANILA
(Filippine/1975) D.: 20'
Introducono Pierre Rissient, Cecilia Cenciarelli e Doug Laible (World Cinema Foundation)

F., M.: Clodualdo del Mundo Jr. Mus.: MaxJocson. Int.: Lino Brocka, Hilda Koronel, Bembel Roco. Prod.: Miguel de Leon. DCP. D.: 22'. Col. Versione tagalog con sottotitoli inglesi / Tagalog version with English subtitles
Da: World Cinema Foundation
Restaurato nel 2013 da World Cinema Foundation e Film Development Council delle Filippine presso il laboratorio L'Immagine Ritrovata / Restored in 2013 by the World Cinema Foundation and the Film Development Council of the Philippines at Cineteca di Bologna/L'Immagine Ritrovata laboratory

Voluto e realizzato dallo stesso Brocka e dal produttore e direttore della fotografia Miguel de Leon, questo breve e raro documentario è stato riportato alla luce durante il processo di restauro di Manila In The Claws of Light. Il dialogo con Brocka approfondisce la sua visione artistica, le sue scelte nella direzione degli attori e analizza alcuni dei nodi narrativi del film.

This short and rare  documentary  made by Brocka with producer and director of photography Miguel de Leon, came to light during the restoration process of
Manila In The Claws of Light. While filming, Brocka discusses his artistic vision, his directing the actors, and explores some of key narrative elements of the film.

Lingua originale con sottotitoli Lingua originale con sottotitoli
L'evento è parte di:
Il Cinema Ritrovato 2013
  Cinemalibero
Dettagli sul luogo:
Piazzetta Pier Paolo Pasolini (ingresso via Azzo Gardino 65)

Numero posti: 174
Aria Condizionata
Accesso e servizi per disabili
Il nostro cinema aderisce al circuito CinemAmico: è possibile utilizzare l’applicazione MovieReading® per i film di cui è prevista audiodescrizione e/o sottotitolazione sull'applicazione.
Tel. 051 2195311