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Indipendenti e ribelli. Il cinema di Harmony Korine

6 marzo 2013
Il suo ultimo film Spring Breakers – Una vacanza da sballo a Venezia è tornato a dividere, come da tradizione, critica e pubblico: si tratta di Harmony Korine, enfant terrible del cinema americano indipendente, ormai quarantenne, ma ancora dedito a raccontare le adolescenze ribelli di cattivi ragazze e ragazzi americani.

E proprio in occasione dell’uscita di Spring Breakers, in prima visione al Cinema Lumière in versione originale con sottotitoli in italiano da domani giovedì 7 marzo, la Cineteca di Bologna dedica il suo omaggio al regista, Indipendenti e ribelli. Il cinema di Harmony Korine, che attraverso otto film (la maggior parte dei quali in versione originale) ripercorre la sua carriera di regista e sceneggiatore.
Dopo l’esordio nel 1995, giovanissimo, appena ventenne, con la sceneggiatura di Kids di Larry Clark, un ritratto provocatorio di adolescenti americani della metà degli anni Novanta, Korine passa alla regia due anni più tardi con il controverso Gummo, parlando quella lingua estrema che ancora colpisce in pieno lo spettatore. Un catalogo di freak, psicologie borderline, adolescenti dediti all'eccesso; sullo sfondo, un'America periferica e marginale. Tra i numi tutelari – e sostenitori della prima ora – di Harmony Korine, grandi nomi come quelli di Gus Van Sant e Werner Herzog.

La retrospettiva Indipendenti e ribelli. Il cinema di Harmony Korine è inaugurata da Julien Donkey-Boy, giovedì 7 marzo alle ore 22.15, opera seconda di Korine nei panni di regista, fedele ai dettami estetici del manifesto di Lars von Trier, che mette in fila scene di vita familiare del protagonista, affetto da schizofrenia, senza alcuna coesione narrativa.
Secondo appuntamento domenica 10 marzo, alle ore 20, con Gummo, primo lavoro da regista dell'allora ventiquattrenne Korine, che narra le vicende di un ragazzino circondato dall'amoralità e dalla vita ordinaria del cosiddetto white trash, in una cittadina di provincia dell'Ohio, sconvolta dal passaggio di un uragano.

Lunedì 11 marzo alle ore 22.15 si torna in sala per esplorare l'universo umano spinto ai margini, in una Parigi dove un giovane americano si guadagna da vivere per le strade come sosia di Michael Jackson: Mister Lonely usciva nelle sale otto anni dopo il precedente Julien Donkey-Boy, nel cast anche Werner Herzog in persona.
Si torna alle origini della carriera di Harmony Korine mercoledì 13 marzo alle ore 18 con Kids, film d'esordio per il fotografo Larry Clark, che vede Korine alle prese per la prima volta con la sceneggiatura.

Giovedì 14 marzo, una fitta programmazione dedicata alle opere di Harmony Korine: alle ore 18 in programma il recente Trash Humpers, estremo e disturbante, dove i protagonisti sono quattro freak psicopatici dal volto deforme e rugoso – maschera sotto la quale si cela lo stesso regista – immersi nelle periferie di un'America degradata e dimenticata. Alle ore 20 Umshini Wam introduce la replica di Kids: 15 minuti firmati da Korine, che si ispirano a una canzone popolare di guerra in lingua zulu, ma in un contesto suburbano americano. A seguire, alle ore 22.15 spazio per uno dei primi sostenitori di Karmony Korine, Gus Van Sant, con Last Days, opera dedicata agli ultimi giorni del leader dei Nirvana, Kurt Cobain, nella quale appare anche Korine in persona.

La retrospettiva dedicata al 'genio ribelle' del cinema americano si chiude venerdì 15 marzo alle ore 20.15 con Ken Park, per ritrovare la coppia Clark-Korine che torna a narrare le vicende dell'adolescenza americana delle periferia piccolo-borghese di Visalia, cittadina californiana nelle vicinanze di Los Angeles.


Indipendenti e ribelli. Il cinema di Harmony Korine

Da giovedì 7 al 15 marzo al Cinema Lumière (Piazzetta Pasolini, 2/b)

Da giovedì 7 marzo
SPRING BREAKERS - UNA VACANZA DA SBALLO (USA/2012) di Harmony Korine (94')
Lui ormai ha quarant'anni, ma certe adolescenze truci e ribelli never die, così eccolo ancora qui, Harmony Korine, a raccontare di cattivi ragazzi e ragazze balorde sullo sfondo di un'America che qualche tiro di coca vira al rosso sangue. Brit, Cotty, Candy e Faith sono liceali, amicizia cementata dall'infanzia, molto carine, molto smaniose, fieramente installate oltre ogni banale principio di realtà: per mettere insieme i soldi necessari a pagarsi lo spring break, le vacanze di primavera previste dalle scuole americane, s'infilano un cappuccio e derubano un ristorante, e via verso le spiagge e le notti di Miami, tutte sesso droga e zumba. Colori fosforescenti, un dj spacciatore dal dente d'oro incastonato nel sorriso di James Franco, autoscontro di generi: commedia demenziale vs road movie vs belli e dannati vs tragedia americana. Tra le ragazzine c'è anche Rachel giovanissima signora Korine e Vanessa Hudgens, che ne ha fatta di cattiva strada dai tempi canterini di High School Musical.
Versione originale con sottotitoli in italiano


Giovedì 7 marzo, ore 22.15
JULIEN DONKEY-BOY (USA/1999) di Harmony Korine (94')
Dogma # 6. Per la sua opera seconda da regista, Harmony Korine decide di aderire ai dettami estetici del manifesto di Lars von Trier. Camera a spalla, immagini a tal punto sgranate da sfiorare l'astrazione, frammentazione e dispersione del racconto: Julien – 'ragazzo asino' del titolo – è il protagonista schizofrenico di un film che assembla scene di vita familiare surreali senza una vera e propria coesione narrativa. Come per Idioti del maestro von Trier, il disturbo psichico dei personaggi è usato “per ottenere accenti marcatamente antiborghesi e controculturali”. (Roy Menarini)
Versione originale con sottotitoli in italiano
Replica venerdì 15 marzo, ore 22.15

Domenica 10 marzo, ore 20
GUMMO (USA/1997) di Harmony Korine (89')
Gummo è l’uragano Katryna ante litteram, è Re della terra selvaggia in versione demoniaca, è Herzog se ascoltasse black metal. All’epoca suscitò riprovazione, specie negli Usa dove questa versione di Un tranquillo weekend di paura senza turisti ha disgustato l’opinione pubblica. E invece il catalogo di freaks ed efferatezze dei brutti, sporchi e cattivi d’America colpisce e destabilizza anche oggi. L’allora ventiquatrenne Korine, che esordiva da regista, parlava una lingua estrema, e per questo fu culto istantaneo” (Roy Menarini).
Versione originale con sottotitoli in italiano
Replica lunedì 11 marzo, ore 18

Lunedì 11 marzo, ore 22.15
MISTER LONELY (USA-Francia-GB-Irlanda/2007) di Harmony Korine (112')
La solitudine dei numeri secondi. Un giovane americano si guadagna da vivere esibendosi per le strade di Parigi come sosia di Michael Jackson. Con la sosia di Marilyn Monroe raggiunge una comunità di 'copie' insediata nelle Highlands scozzesi. Dopo otto anni dal precedente Julien Donkey-Boy, Korine torna ad esplorare un universo umano ai margini, quello dei freaks dell'identità, che plasmano loro stessi a immagine e somiglianza delle personalità divistiche idolatrate. Storyline secondaria: una congregazione di suore guidata dal prete Werner Herzog mette drasticamente alla prova la propria fede. Visionario con echi felliniani, addolcisce i radicalismi stilistico-poetici delle due precedenti prove.
Versione originale con sottotitoli in italiano

Mercoledì 13 marzo, ore 18
KIDS (USA/1995) di Larry Clark (91')
Harmony Korine muove i suoi primi passi di enfant terrible del cinema americano indipendente appena ventenne, sceneggiando il controverso esordio al cinema del fotografo Larry Clark. Girato con uno stile documentaristico e diretto, è un ritratto crudo ed estremo della gioventù newyorchese di metà anni Novanta, tra nichilismo e paura dell'Aids. Una giornata nella vita di un gruppo di adolescenti tra alcol, droga, sesso, violenza, inerzia e scurrilità. Esordio sullo schermo di due icone dell'indie, Chloë Sevigny e Rosario Dawson.
Versione originale con sottotitoli in italiano
Replica giovedì 14 marzo, ore 20

Giovedì 14 marzo, ore 18
TRASH HUMPERS (USA-UK-Francia/2009) di Harmony Korine (78')
Korine riprende le fila contorte di Gummo e Julien Donkey-Boy e realizza un film ancora più estremo, spiazzante, disturbante. Una banda di quattro freaks sociopatici dal volto completamente deforme e rugoso (sotto una delle maschere si cela lo stesso regista) si aggirano per le periferie degradate di una città americana compiendo atti insensati e scioccanti. La narrazione è ridotta in brandelli, l'immagine è sporca, a bassissima risoluzione, con difetti e distorsioni analogiche (effetto voluto da Korine, che per le riprese ha utilizzato una vecchia videocamera VHS). Il regista lo ha definito: “un nuovo tipo di horror; palpabile e puro”.
Versione originale con sottotitoli in italiano
Replica venerdì 15 marzo, ore 18

Giovedì 14 marzo, ore 20
UMSHINI WAM (USA/2011) di Harmony Korine (15')
Il titolo (traduzione: portami la mia mitragliatrice) si ispira a una canzone popolare di guerra in lingua zulu. Protagonisti due membri del gruppo rap sudafricano Die Antwoord che, in costumi rosa e giallo, scorrazzano per un tipico borgo americano e dintorni su sedia a rotelle e armati.
Versione originale con sottotitoli in italiano
KIDS (replica)

Giovedì 14 marzo, ore 22.15
LAST DAYS (USA/2005) di Gus Van Sant (85')
Non c'è nulla della tradizionale iconografia divistico-rockettara in questa personalissima lettura degli ultimi giorni di vita del leader dei Nirvana Kurt Cobain; anche la musica è quasi assente. Il corso stilistico intrapreso con Gerry e Elephant prosegue con un lavoro di sottrazione attraverso l'azzeramento della narratività, la dilatazione temporale e l'estetica del pedinamento. Non rimane che un ragazzo impenetrabile che vaga per i boschi di Seattle e che dietro le tende della sua villa cerca di sfuggire ai clamori del mondo. Breve apparizione di Harmony Korine, già presente in Will Hunting – Genio ribelle.
Versione originale con sottotitoli in italiano

Venerdì 15 marzo, ore 20.15
KEN PARK (USA-Francia-Olanda/2002) di Larry Clark (96')
Dopo Kids, Larry Clark e Harmony Korine tornano a raccontare con crudezza l'adolescenza americana. Si unisce a loro Ed Lachman, che firma con Clark regia e fotografia. “Tre talenti bizzarri che hanno costruito un film impressionante e intenso: Ken Park, amarissimo ritratto di cinque adolescenti di Visalia, una cittadina della California non distante da Los Angeles. Uno di quei suburbs piccolo-borghesi fatti di villette unifamiliari, serate davanti al televisore e scuole distratte che piacciono a Larry Clark. […] Tra tutti i film di Larry Clark, Ken Park è il più sofferto, misurato, addirittura tenero, nel vuoto disperato e nella crudeltà strumentale che descrive”. (Emanuela Martini)
Versione originale con sottotitoli in italiano




Ufficio stampa Cineteca di Bologna
Andrea Ravagnan

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