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Riapre il Lumière

3 settembre 2012
Dopo la lunga estate di cinema in Piazza Maggiore, si riparte dal sasso lanciato dall’ultima edizione del festival Il Cinema Ritrovato: ed eccoci qui, alla riapertura del Cinema Lumière, nuovamente agganciati al sentimento più forte del pubblico della Cineteca, la cinefilia.
La cinefilia ritrovata è allora il filo rosso che attraverserà la prossima stagione della Cineteca di Bologna, nel segno dei nuovi restauri, dei grandi maestri e degli esordi.

Una stagione che con un esordio (e una produzione bolognese) aprirà i battenti mercoledì 5 settembre: in prima visione (orari sul sito della Cineteca fondazione.cinetecadibologna.it) direttamente dall’anteprima veneziana arriva infatti L’intervallo, primo lungometraggio di Leonardo Di Costanzo che ha voluto raccontare la storia di un ragazzo e una ragazza rinchiusi in un enorme edificio abbandonato di un quartiere popolare: l’uno deve sorvegliare l’altra. Lei è la prigioniera, lui è obbligato dal capoclan di zona a fare da carceriere e, tra le mura di quel luogo isolato e spaventoso, troveranno il modo di riaccendere i sogni e le suggestioni di un’adolescenza messa troppo in fretta da parte. Un racconto d’amore spezzato, di poesia calpestata, per narrare le difficoltà di essere adolescenti nella periferia violenta di una metropoli contemporanea.

Leonardo Di Costanzo sarà al Cinema Lumière venerdì 7 settembre, per incontrare il pubblico al termine della proiezione delle ore 20.15.

Al gigante Orson Welles è affidata invece l’inaugurazione del ciclo dei restauri, giovedì 6 settembre (ore 20 e 22.15): il maestro delle trasposizioni cinematografiche shakespeariane, dopo Othello e Macbeth, è questa volta Falstaff, nella pellicola del 1966, restaurata dalla Filmoteca Española.

E poi la lunga serie dei nuovi restauri realizzati dalla Cineteca di Bologna e dal suo laboratorio L’Immagine Ritrovata: dalla sezione Venezia Classici alla Mostra del Cinema, dove hanno trovato la loro prestigiosa vetrina, ecco La decima vittima di Elio Petri (venerdì 7 settembre, ore 20.45), Il caso Mattei, presentato a Venezia in occasione del Leone d’Oro alla carriera a Francesco Rosi (sabato 8 settembre, ore 20.15; domenica 9 settembre, ore 18), Stromboli terra di Dio di Roberto Rossellini (venerdì 14 settembre, ore 22.15, in una serata speciale in cui vedremo anche il film “rivale” Vulcano, voluto da Anna Magnani per vendicarsi di Ingrid Bergaman e del tradito amore di Rossellini, finito tra le braccia della diva svedese, e il nuovo documentario La guerra dei vulcani), Porcile di PPP (martedì 18 settembre, ore 20.15 e mercoledì 19 settembre, ore 18), Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto di Elio Petri (domenica 23 settembre, ore 18), I cancelli del cielo di Michael Cimino (sabato 22 settembre, ore 20.30).

I grandi maestri: il filo sospeso del Cinema ritrovato si riallaccia al settembre del Cinema Lumière con la retrospettiva dedicata a un autore classicissimo quanto dimenticato dell’Unione Sovietica, Ivan Pyr’ev (dal 20 al 25 settembre).
In occasione del centenario della nascita di Michelangelo Antonioni (compirebbe cento anni il 29 settembre), la Cineteca di Bologna inaugurerà una lunga retrospettiva (che proseguirà nei prossimi mesi) giovedì 27 settembre con una serie di suoi cortometraggi realizzati nell’arco dell’intera carriera, seguiti da tre titoli consecutivi per una prima maratona venerdì 28 settembre con Cronaca di un amore (ore 18), La notte (ore 20.15), L’avventura (ore 22.30).

Alcuni ospiti: giovedì 13 settembre, una giornata con il music supervisor (di autori del calibro di Martin Scorsese e Wes Anderson) Randall Poster; venerdì 21 settembre arriverà invece al Cinema Lumière il regista britannico Mark Cousins, autore di una monumentale storia del cinema per immagini, The Story of Film, 15 episodi che ci accompagneranno per tutto l’autunno – in diverse puntate – in sala al Lumière: nel segno della cinefilia!


Presentazione di Gian Luca Farinelli, direttore della Cineteca di Bologna, e Carlo Mazzacurati, presidente della Cineteca di Bologna:
«Di cinema c’è sempre più voglia di dibattere, basta guardare il fermento che da qualche tempo agita tanti spazi del web, i blog, i forum, le riviste online… Noi ripartiamo nel nome della cinefilia, la ‘cinefilia ritrovata’, che coinvolge oggi, in nuove forme, le nuove generazioni. Cinefilia è amore per il cinema e dunque amore per la cultura – dove cultura è soprattutto capacità di attivare relazioni, di far dialogare passato e presente. Come ricominciamo a fare, a partire da questo programma, pensato come manifesto di una cinefilia che vorremmo diventasse linea guida del nostro lavoro.
Un presente che certo allarma, sul fronte delle presenze nelle sale, e di conseguenza dei film che vengono esclusi, dimenticati. Garantire a questi film la possibilità dell’incontro con il pubblico, far li entrare nel discorso sul cinema, è un gesto necessario di ‘battaglia di culturale’: ecco allora, questo mese, un esordio italiano che ha conquistato la critica straniera, L’estate Giacomo, ecco film che lavorano sul linguaggio in modo forte e nuovo, Take Shelter o Silent Souls, ecco Terramatta, documentario sull’invenzione di una lingua arcaica e potente nelle fittissime pagine di un contadino siciliano, autodidatta, che ha attraversato il Novecento, e ancora la doppia séance di Ahora te vamos a llamar hermano e Free at last, documentari dimenticati su Allende e Martin Luther King e su un sogno di libertà…
Il cinema del passato, il passato dei classici che da sempre difendiamo e proponiamo (al Cinema Ritrovato e non solo), è approdato quest’anno al Festival di Venezia. Il programma ospita una tranche della sezione Venezia Classici, il restauro di alcuni film è stato curato dalla Cineteca di Bologna, altri sono il frutto del lavoro di altre istituzioni e restauratori di tutto il mondo. Il grande Falstaff di Welles restaurato da un maestro e pioniere come Luciano Berriatúa, Il caso Mattei di Rosi, e ancora l’Indagine di Petri/Volonté, Stromboli di Rossellini in guerra con Vulcano, il lungo restauro finalmente giunto a termine dei Cancelli del cielo di Cimino, recupero d’una fotografia prodigiosa nel restituire l’opacità del sogno americano…
E appunto, nel centenario, Michelangelo Antonioni, una rassegna che qui comincia e proseguirà nei prossimi mesi: per avvicinarsi a un autore che forse l’Italia e il cinema italiano hanno dimenticato, fondativo e citato in tutto il mondo, antideologico, rigoroso, moderno, maestro nel raccontare la fragilità dei sentimenti e l’ambiguità del reale. Un autore massimo nella storia del cinema mondiale: ovvero la storia raccontata, in quindici episodi, da The Story of Film del britannico Mark Cousins (questo mese i primi due), una grandiosa impresa didattica, la prima vera storia del cinema globale raccontata non attraverso la parola scritta, ma con i film. Ci è sembrata perfetta per il nostro programma: perché di film si nutre, più che di ogni altra cosa, la cinefilia».



Ufficio stampa Cineteca di Bologna
Andrea Ravagnan
(+39) 0512194833
cinetecaufficiostampa@comune.bologna.it

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