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Giornate pasoliniane

17 novembre 2011

L’Associazione Fondo Pier Paolo Pasolini di Bologna e la Cineteca di Bologna promuovono due Giornate pasoliniane, lunedì 21 e martedì 22 novembre, dedicate alla centralità del mito all’interno dell’opera dello scrittore e regista.


Convegno Pasolini e il mito in Sala Cervi
Pasolini e il mito è il titolo del convegno che si svolgerà nella Sala Cervi della Cineteca (lunedì 21 e martedì 22 novembre, sempre a partire dalle ore 16) promosso in collaborazione con il Dipartimento di Italianistica dell’Università di Bologna e che vedrà lungo le due sessioni gli interventi di Marco Antonio Bazzocchi (La parte nascosta del mito), Gian Luca Picconi (La casa della ragione: appunti sull’irrazionale nella poesia di Pasolini), Stefano Casi (Il teatro della vertigine: lo spazio visionario di Nel ’46!), Guido Santato (che presenterà il numero 5 della rivista internazionale “Studi pasoliniani”), Massimo Fusillo (Prima della tragedia: passioni e linguaggio del corpo nella trilogia mitica di Pasolini), Roberto Chiesi (Le visioni di Medea: i sogni “barbarici” tagliati dal corpo del film), Peter Kammerer (Pasolini: l’Africa arcaica e moderna).


Proiezioni al Cinema Lumière
Al Cinema Lumière ci saranno invece le proiezioni di Edipo re (lunedì 21 novembre, alle ore 20, con l’introduzione di Marco Antonio Bazzocchi), Appunti per un’Orestiade africana (martedì 22 novembre, ore 20, introdotto da Peter Kammerer) e Medea (martedì 22 novembre, alle ore 21.30, introduzione di Massimo Fusillo), preceduto quest’ultimo dal dossier documentario sulla prima versione del montaggio di Medea comprendente sogni e incubi che dovevano riflettere la cultura barbarica della maga (a cura di Roberto Chiesi, Loris Lepri e Luigi Virgolin).


Consegna Premio Pasolini 2011 all'interprete di Corpo celeste Yle Vianello
Lunedì 21 novembre, alle ore 22.15, sempre al Cinema Lumière, Yle Vianello, interprete del film Corpo celeste di Alice Rohrwacher, ritirerà, prima della proiezione del film, il Premio Pasolini 2011 attribuito quest’anno proprio alla Rohrwacher,  regista rivelazione della passata stagione cinematografica.


Le Giornate pasoliniane dedicate a Pasolini e il mito sono promosse da: Associazione ‘Fondo Pier Paolo Pasolini di Bologna’, Cineteca di Bologna.
Con il contributo: di Ministero per i Beni e le Attività culturali – Direzione Generale per il Cinema, Comune di Bologna.


Giornate pasoliniane


Lunedì 21 novembre

Ore 16, Sala Cervi (via Riva di Reno, 72)
Convegno Pasolini e il mito
Presentazione di Marco Antonio Bazzocchi e Roberto Chiesi
Interventi di:
Marco Antonio Bazzocchi, La parte nascosta del mito
Gian Luca Picconi, La casa della ragione: appunti sull’irrazionale nella poesia di Pasolini
Stefano Casi, Il teatro della vertigine: lo spazio visionario di Nel ’46!
A cura dell’Associazione Fondo Pier Paolo Pasolini in collaborazione con il Dipartimento di Italianistica dell’Università di Bologna

Ore 20, Cinema Lumière (via Azzo Gardino, 65)
EDIPO RE (Italia/1967) di Pier Paolo Pasolini (104’)
Una visionaria reinvenzione della tragedia di Sofocle messa in scena come un sogno (un incubo) racchiuso fra un prologo nell'Italia degli anni Venti e un epilogo nella Bologna del 1967. Definito da Pasolini come la propria autobiografia poetica, Edipo Re ha un originale tessuto figurativo dove l'estetica barbarica si fonde al primitivismo e ad una dolente corporalità.
Introduce Marco Antonio Bazzocchi

Ore 22.15, Cinema Lumière (via Azzo Gardino, 65)
CORPO CELESTE (Italia-Francia-Svizzera/2011) di Alice Rohrwacher
È, a memoria non solo mia, il più bell'esordio cinematografico di una regista italiana. Racconta il contrastato ritorno di una tredicenne a Reggio Calabria insieme alla madre, dopo dieci anni e più passati da emigrante in Svizzera. [...] Lo sguardo 'innocente' di una ragazza costringe lo spettatore a osservare con occhi diversi quello a cui forse non faremmo molto caso: le ritualità collettive, il corrompimento messo in atto dalla modernizzazione (televisiva e non solo), l'intreccio tra 'sacro' e 'profano', tra 'alto' e 'basso'. [...] Un percorso che la Rohrwacher filma con un pudore pari alla maturità dello stile, con una macchina da presa molto mobile ma mai gratuitamente ondivaga e che scegliendo con istinto sicuro quello che è veramente importante da inquadrare obbliga lo spettatore a prendere una posizione di fronte alle cose. Come fanno gli occhi di Marta e come dovrebbe fare sempre il cinema.
Precede la consegna del Premio Pasolini 2011 a Yie Vianello, interprete del film


Martedì 22 novembre

Ore 16, Sala Cervi (via Riva di Reno, 72)
Convegno Pasolini e il mito
Guido Santato presenta il numero 5 della rivista internazionale “Studi pasoliniani”
Interventi di:
Massimo Fusillo, Prima della tragedia: passioni e linguaggio del corpo nella trilogia mitica di Pasolini
Roberto Chiesi, Le visioni di Medea: i sogni “barbarici” tagliati dal corpo del film
Peter Kammerer, Pasolini: l’Africa arcaica e moderna

Ore 20, Cinema Lumière (via Azzo Gardino, 65)
APPUNTI PER UN'ORESTIADE AFRICANA (Italia/1970) di Pier Paolo Pasolini (73')
Un film-laboratorio dove Pasolini sperimenta l'idea di ambientare la tragedia di Eschilo nell'Africa della post-decolonizzazione, teatro di un'armonia utopica fra irrazionalità ancestrale e dominio della ragione. È al tempo stesso un diario di viaggio, un film-saggio antropologico, un racconto di finzione, con parentesi di jazz session (Gato Barbieri). Restaurato dalla Cineteca di Bologna nel 2005.
Introduce Peter Kammerer

Ore 21.30, Cinema Lumière (via Azzo Gardino, 65)
Dossier documentario sulla prima versione del montaggio di Medea comprendente sogni e incubi che dovevano riflettere la cultura barbarica della maga. Testimonianze esclusive di alcuni collaboratori di Pasolini al film: Piero Tosi, Mario Tursi, Ennio Guarnieri, Beatrice Banfi e fotografie inedite delle sequenze tagliate.
Introducono Roberto Chiesi, Loris Lepri
a seguire
MEDEA (Italia-Francia-RFT/1969) di Pier Paolo Pasolini (118’)
Nella visione pasoliniana, la Medea di Euripide diviene un emblema del Terzo Mondo ingannato e sfruttato dalla razionalità pragmatica dell'Occidente (Giasone). Le sequenze del sacrificio umano, girate in Turchia, sono fra le più alte e crudeli del cinema di Pasolini. Maria Callas nel suo unico ruolo cinematografico, è una dea lunare della vendetta.
Introduce Massimo Fusillo


Ufficio stampa Cineteca di Bologna:
Patrizia Minghetti
tel (+39) 0512194831
cinetecaufficiostampa@comune.bologna.it
Andrea Ravagnan
tel (+39) 0512194833
cinetecaufficiostampa2@comune.bologna.it

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