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Cannes: i restauri della Cineteca

13 maggio 2010

La Cineteca di Bologna e il Laboratorio L’Immagine Ritrovata sono presenti anche quest’anno a Cannes con sei nuovi lavori – cinque restauri usciti dalle stanze del laboratorio bolognese e un restauro in compartecipazione internazionale, Il Gattopardo –, tutti in prima visione mondiale nella selezione ufficiale di Cannes Classics.
L’Immagine Ritrovata, il laboratorio della Cineteca di Bologna, consolida il proprio marchio affiancandolo a restauri dal prestigio internazionale, voluti dalla World Cinema Foundation e da The Film Foundation, organismi fondati e presieduti entrambi da Martin Scorsese che anche quest’anno sancirà con la propria presenza il positivo risultato di un anno di lavoro perseguito collegialmente e finalizzato al recupero e alla salvaguardia del cinema.
Il regista americano sarà infatti presente alla prima mondiale del nuovo restauro di Il Gattopardo in programma venerdì 14 maggio, alle ore 18.15, nella Salle Debussy.
Restauro in collaborazione con Cineteca di Bologna – L’Immagine Ritrovata, Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale, The Film Foundation, Pathé, Fondazione Jérôme Seudioux-Pathé, Twentieth Century Fox.
Il restauro è stato reso possibile grazie al sostegno di GUCCI e di The Film Foundation.

Questi i film restaurati da Cineteca di Bologna – L’Immagine Ritrovata che saranno presentati a Cannes e successivamente proposti in Italia al Festival Il Cinema Ritrovato della Cineteca, in programma a Bologna dal 26 giugno al 3 luglio:

Restauri World Cinema Foundation
Prestigiosa Fondazione internazionale, voluta da Martin Scorsese per restaurare e conservare quello che egli stesso ha definito "neglected cinema", con un occhio di riguardo alle produzioni "minori" che, proprio in quanto tali, sono anche quelle che corrono maggiormente il rischio di essere dimenticate. Seguendo lo stesso principio di The Film Foundation, anche la World Cinema Foundation coinvolge molti artisti che si sono fatti promotori della salvaguardia del patrimonio cinematografico meno tutelato.

Mest (Revenge, Kazakhstan-Unione Sovietica/1989)
di Ermek Shinarbaev (96’, colore)
domenica 16 maggio, ore 17, Salle Buñuel
Un pesante fardello pesa sulle spalle fragili di Soungou, una giovane coreana. Porta questo fardello dalla sua infanzia, lasciatole da suo padre. Essa vive per una sola idea: la vendetta. Se la tradizione non sarà rispettata, e se l’anima di suo padre non troverà il riposo, Soungou non avrà pace su questa terra.
Per il restauro di Revenge sono stati usati i negativi per il suono e una copia positiva concessa dal Kazakhfilm Studio e conservata dall’Archivio di Stato della Repubblica del Kazakhstan.
Un ringraziamento particolare va al regista Ermek Shinarbaev per l’aiuto concreto dato in fase di restauro.
Il restauro digitale ha prodotto una nuova pellicola 35mm internegativa.

Két lány az utcán (Two Girls on the Street, Ungheria/1939)
di André De Toth (85’, b/n)
martedì 18 maggio, ore 17.30, Salle Buñuel
Due ragazze fuggono dal loro piccolo villaggio. Gyöngyi appartiene a una famiglia aristocratica, ma suo padre, apprendendo che è incinta, la ripudia. Si ritrova a Budapest dove si guadagna da vivere suonando un violino in un ristorante. Vica, una paesana orfana terrorizzata dal patrigno, va a vivere a Budapest dove trova lavoro in un cantiere. Gyöngyi e Vica si incontrano per caso in strada. Decidono allora di vivere insieme e le loro vite non tardano ad essere sconvolte.
Per il restauro è stata usata la pellicola originale in 35mm e i nitrati negativi originali conservati al Magyar Nemzeti Filmarchivum (Archivio Film nazionale ungherese).
Il restauro digitale ha prodotto una nuova pellicola 35mm internegativa.

Titash Ekti Nadir Naam (A River Called Titash, India-Bangladesh/1973)
di Ritwik Ghatak (158’, b/n)
giovedì 20 maggio, ore 20, Salle Buñuel
Ispirato al celebre romanzo di Advaita Malla Barman, questo film girato da Ghatak nella sua città natale del Bengala Orientale subito dopo l’indipendenza dal Bangladesh, esplora allo stesso tempo le canzoni, il linguaggio, i costumi e i ritmi di una comunità e di una cultura indipendenti, ma oggi devastate dalle catastrofi naturali, la modernizzazione e i conflitti politici.
Per il restauro sono stati usati i negativi per il suono e una copia positiva concessa dal Ritwilk Memorial Trust e conservata dal National Film Archive of India. Poiché il negativo originale era incompleto e molti rulli gravemente danneggiati, è stata usata una copia positiva concessa dal Bundesarchiv-Filmarchiv.
Il restauro digitale ha prodotto una nuova pellicola 35mm internegativa.

Shakavi el Flash el Fasi (The Eloquent Peasant, Egitto/1969)
di Shadi Abdel Salam (20’, colore)

 

Restauro The Film Foundation

Il Gattopardo (Italia/1963)
di Luchino Visconti (185’, colore)
venerdì 14 maggio, ore 18.15, Salle Debussy

 

Restauro Cineteca di Bologna

Il Ruscello di Ripasottile (frammento)
di Roberto Rossellini
giovedì 20 maggio, ore 18
Il ruscello di Ripasottile è stato girato in esterni in un ruscelletto vicino a Palidoro, località situata nel retroterra di Ladispoli e gli interni all’Istituto Ittiogenico di Roma.
La storia era questa: a monte del ruscello di Ripa Sottile sono nate delle trote, il documentario comincia appunto con una scena delle uova che si aprono ed escono fuori dei pesciolini, girata all’Istituto Ittiogenico; la notizia si diffonde tra tutti gli animali del ruscello e anche tra quelli del bosco e della campagna circostante. La cornacchia lo dice ad altri uccellini che lo dicono alla tartaruga, alle anitre, alle lepri e così via fino a che lo vengono a sapere anche le tigri del ruscello, quei voraci pesci di acqua dolce che sono i lucci, i quali cominciano a risalire il ruscello per andare a mangiare i piccoli nati. Senonché, pentiti di aver dato con la loro gioia quella ghiotta notizia ai lucci, tutti gli animali dell’acqua, del bosco, della campagna si ribellano ed organizzano una spedizione contro questi pescecani. (Stefano Roncoroni, Il "primo Rossellini", in Roberto Rossellini, a cura di E. Bruno, 1980, pp. 55-56)
Il frammento è stato ritrovato, del tutto casualmente, dal signor Domenico Murdaca che si è poi rivolto alla Cineteca di Bologna che a sua volta lo ha restaurato nel proprio Laboratorio L’Immagine Ritrovata.
La presentazione del restauro di Il Ruscello di Ripasottile è in collaborazione con la ‘Fondazione Roberto Rossellini per l’Audiovisivo’.

 

I restauri promossi dalla World Cinema Foundation e realizzati dal laboratorio L’Immagine Ritrovata della Cineteca di Bologna alle passate edizioni del Festival di Cannes:

2007
Trances di Ahmed El Maanouni (Marocco/1981)
Limite di Mario Peixoto (Brasile/1931)

2008
Susuz Yaz di Metin Erksan (Turchia/1964)
Touki Bouki
di Djibril Diop Mambéty (Senegal/1973)
Hanyo di Kim Ki-Young (Corea del Sud/1960)

2009
Al Momia di Shadi Adbel Salam (Egitto/1969)
Redes
di Emilio Gòmez Muriel e Fred Zinnemann (Messico/1936)
Gu Ling Jie Shao Nian Sha Ren Shi Jian di Edward Yang (Taiwan/1991)
Behind the Scenes Footage
progetto speciale della Ingmar Bergman Foundation
 

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