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Barry Lyndon

8 gennaio 2015

Barry Lyndon festeggia i suoi 40 anni con il ritorno nei cinema italiani in versione restaurata: il capolavoro storico che Stanley Kubrick trasse nel 1975 dal romanzo di William M. Thackeray sarà in sala da lunedì 12 gennaio, distribuito dalla Cineteca di Bologna e Gruppo Unipol, nell’ambito del progetto Il Cinema Ritrovato. Al cinema.

“Mi ha sempre attirato – queste le parole di Stanley Kubrick – un film in cui il destino del protagonista è già inciso sul primo fotogramma”: un duello alla pistola che sembra già tramandare di padre in figlio una vita di vicissitudini rocambolesche.
E dalla vicenda di Barry Lyndon Kubrick è stato attirato al punto da scriverne egli stesso la sceneggiatura, avvicinandosi a Thackeray, grande scrittore inglese poco ricordato e poco tradotto, con semplicità e trasparenza: “Amavo la vicenda e i personaggi di Barry Lyndon, e mi parve possibile farne una trasposizione senza distruggerlo”, raccontò lo stesso Kubrick a Michel Ciment.
“Ed esso offriva inoltre l’opportunità di fare una delle cose che il cinema può fare meglio di qualunque altra forma d’arte, presentare cioè una vicenda a sfondo storico. La descrizione non è una delle cose in cui i romanzi riescano meglio, però è qualcosa in cui i film riescono senza sforzo, almeno rispetto allo sforzo che viene richiesto al pubblico”.

Partendo dalle avventure di Redmond Barry (interpretato da Ryan O’Neal) e di Lady Lyndon (Marisa Berenson), il film ripercorre il Settecento come fosse un museo di cera (l’incarnato dei volti, il lume delle candele), come uno viaggio nella pittura dell’epoca: siamo in un salotto di Gainsborough, in un giardino di Watteau, seduti a una tavola di Hogarth. Vivono, questi tableaux, vivono ansiosamente di ambizioni fallaci, rovine annunciate, sentimenti corrotti, disillusioni, soprusi, umiliazioni: e l’impossibile ascesa dell’avventuriero Redmond Barry, che sposa l’aristocratica Lady Lyndon, “traccia una parabola che conduce al nulla” (Michel Ciment).

Kubrick inventa per Barry Lyndon solo un diverso finale, con il duello tra il protagonista e il figliastro Lord Bullingdon: “Nel libro Barry viene mandato in pensione da Lady Lyndon. Lord Bullingdon, che era stato dato per morto, ritorna dall’America. Trova Barry e gli dà una batosta. Barry curato da sua madre, e divenuto ormai un ubriacone, muore in seguito in prigione. Questi fatti, e tutti gli altri che nel romanzo li accompagnano, avrebbero richiesto troppo tempo per diventare credibili sullo schermo. Così nel film Bullingdon ottiene la sua vendetta e Barry è totalmente sconfitto, ed è destinato, si può presumere, ad un fato simile a quello che lo attendeva nel romanzo”.
Kubrick restituirà tuttavia a Thackeray la battuta che chiude il film, capolavoro d’ironia tragica che potrebbe funzionare, in fondo, come exergo o nota in calce a tutto il suo cinema: “Fu durante il regno di Giorgio III che i suddetti personaggi vissero e disputarono. Buoni o cattivi, belli o brutti, ricchi o poveri, ora sono tutti uguali”.

Un film che ancora una volta ha fatto parlare della leggendaria maniacalità di Kubrick, della sua cura per il dettaglio, a cui ha dato un contributo fondamentale l’italiana Milena Canonero, vincitrice proprio per i costumi di Barry Lyndon del suo primo Premio Oscar.

Il Cinema Ritrovato. Al cinema
: classici del cinema che ritrovano il grande schermo, l’incontro vivo con il pubblico di una sala cinematografica. Capolavori di ogni tempo (e senza tempo) che tornano a essere prime visioni, anche per le generazioni di oggi: perché è solo la visione collettiva davanti a un grande schermo che può recuperare, di questi film, l’autentica bellezza visiva, l’emozione dirompente e tutto il divertimento, il piacere, il brivido.


Il Cinema Ritrovato. Al Cinema
Classici restaurati in prima visione


Dal 12 gennaio nelle sale italiane
BARRY LYNDON (GB/1975) di Stanley Kubrick (184’)
Edizione restaurata
Versione originale inglese con sottotitoli italiani

 

Ufficio stampa Cineteca di Bologna
Andrea Ravagnan
(+39) 0512194833
(+39) 3358300839
cinetecaufficiostampa@cineteca.bologna.it

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