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Divorzio e matrimonio all'italiana

21 giugno 2013

Sotto le stelle del Cinema fa tappa tra la grandissima commedia, giocando tra divorzi e matrimoni, naturalmente all’italiana.
Lunedì 24 giugno, alle ore 22 in Piazza Maggiore, uno dei vertici del cinema di Pietro Germi (premiato a Cannes nel 1962 come Miglior commedia), Divorzio all’italiana, racconto grottesco di un’Italia ancora ben lontana dall’avere una legge sul divorzio. Affidato al volto sornione di Marcello Mastroianni e a quello d’inarrivabile bellezza di Stefania Sandrelli.
Il film viene proposto in continuità con il Divorzio all’italiana di Giorgio Battistelli, appena messo in scena al Teatro Comunale di Bologna: e proprio il consulente artistico del Teatro Comunale, Nicola Sani, introdurrà la proiezione del film.


E su questa scia, martedì 25 giugno, sempre alle ore 22 in Piazza Maggiore, si prosegue con Matrimonio all’italiana (1964) di Vittorio De Sica (che ritroveremo protagonista con una corposa retrospettiva al festival Il Cinema Ritrovato, nell’anno in cui la Cineteca di Bologna ne ha ricordato la figura con la mostra all’Ara Pacis di Roma, la scorsa primavera, Tutti De Sica) e l’episodio Processo di Frine di Alessandro Blasetti (dal film Altri tempi del 1951) nel quale De Sica scolpisce nella memoria d’ogni tempo la maschera dell’avvocato arringatore e gigione: è qui che Vittorio conia per l’astro nascente di Gina Lollobrigida l’aggettivo “maggiorata”: “La verità è che il mio nome d’attore non valeva più granché prima che Blasetti mi offrisse quella parte di avvocatucolo napoletano, forse addirittura non valeva più nulla”, ricorda lo stesso De Sica. “Non so bene perché, forse mi si giudicava vecchio, forse la campagna scatenata contro di me quale autore di film neorealisti produceva i suoi effetti proprio là nel terreno della recitazione. Nel film, io interpretavo il protagonista, insieme a Gina Lollobrigida, nell’episodio Il processo di Frine dalla novella omonima di Edoardo Scarfoglio. Interpretavo il personaggio dell’avvocato difensore d’ufficio di Maria Antonia, colpevole di aver avvelenato la suocera. Veniva assolta in quanto giudici e giuria erano attratti dalla bellezza fisica della Lollobrigida. Venne di moda, dopo quel film, l’appellativo di ‘maggiorata fisica’, che l’avvocato difensore, nel fervore della sua arringa, gridava alla fine: voi non condannereste un minorato psichico? No. E allora condannereste voi una maggiorata fisica come questa adorabile creatura?”.


Sotto le stelle del Cinema

Lunedì 24 giugno, ore 22, Piazza Maggiore
DIVORZIO ALL'ITALIANA (Italia/1961) di Pietro Germi (105’)
Pietro Germi è probabilmente l’unico grande moralista, nell’accezione nobile del termine, della storia del cinema italiano. Nel caso di questa straordinaria commedia nera, il titolo è fuorviante. Certo, sullo sfondo c’è l’incredibile articolo 587 del codice penale che prevedeva l’attenuante del delitto d’onore e che forniva la giustificazione legale a un perpetuarsi di costumi medievali e l’idea della donna come oggetto di possesso. Ma questo è solo il punto di partenza, perché il fatto saliente è che Mastroianni proprio non vorrebbe ucciderla quella moglie baffuta e devota che si ritrova. Tutto quello che vorrebbe è poter vivere fino in fondo l’infatuazione per quella florida ragazzina che corrisponde alle sensuali fattezze di Stefania Sandrelli. Così il dramma della gelosia diventa, appunto, una farsa, ed è su questo che Germi riesce a essere veramente cattivo. Il peccato mortale di cui si macchia il povero Fefè, infatti, non è tanto quello dell’uxoricidio quanto, piuttosto, quello di credere che esistano le scorciatoie che consentono di sostituire una donna brutta e inibita con una bella e disinibita senza prezzi da pagare. (Giacomo Manzoli)
Introduce Nicola Sani, direttore artistico del Teatro Comunale di Bologna, che dall’11 al 16 giugno ha proposto l’omonima opera di Giorgio Battistelli, libero adattamento del film di Germi
In collaborazione con il Teatro Comunale di Bologna


Martedì 25 giugno, ore 22, Piazza Maggiore
IL PROCESSO DI FRINE episodio di Altri tempi (1951) di Alessandro Blasetti
a seguire
MATRIMONIO ALL'ITALIANA (Italia-Francia/1964) di Vittorio De Sica (102’)
Il destino di Vittorio De Sica è stato singolare rispetto a quello dei suoi colleghi di teatro e di cinema. “Io – diceva - sono nato e rinato alla vita artistica almeno cinque volte”. Cantante e attore di rivista, attore di prosa, attore cinematografico, regista di film di poesia. [...] La personalità di Vittorio De Sica è di una ricchezza che nel nostro cinema non ha precedenti. Vi predominano l’elemento gioioso e vitale, ma anche, in pari misura, l’elemento amaro, il senso dell’incertezza e della delusione. [...] L’oro di qualità umane – fatte anche di sofferenza – che attinge dalla città che lo accoglie nella sua giovinezza. Napoli, con le sue strade, è un Teatro. [...] Attore nel Processo di Frine di Blasetti, in Domani è troppo tardi di Léonide Moguy, in Cuore di Duilio Coletti, in Pane amore e fantasia di Comencini, in Generale Della Rovere di Rossellini, in Delitto Matteotti di Vancini. Le sue interpretazioni acquistano in questi film un tale peso da sorpassare il normale contributo collaborativo che l’attore presta a un regista”. (Mario Verdone)
In collaborazione con Unindustria Bologna



Sotto le stelle del Cinema
21 giugno – 30 luglio
Piazza Maggiore

Sotto le stelle del Cinema fa parte di Bè – Bologna Estate 2013

Ufficio stampa Cineteca di Bologna
Andrea Ravagnan
(+39) 0512194833
(+39) 3358300839
cinetecaufficiostampa@cineteca.bologna.it

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