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BARRY LYNDON

Ci vorrebbe un'antologia critica per ricordare la sprezzante isteria con cui questo film di Kubrick venne accolto. Cogliendo solo la superficie, la crosta del film, i recensori lo accusarono di essere formalista, fine a se stesso, stupidamente perfezionista, un catalogo di belle immagini, persino, testualmente, ‘masturbatorio'. Enzo Ungari trovava invece la grandezza del film nella "produzione di uno spettacolo espanso, di un'emozione ancora più profonda, di una partecipazione totale da parte dello spettatore, che quanto più è messo in grado di seguire ‘ a distanza' la storia poco edificante del signor Barry Lyndon, tanto più ne è commosso e incantato. Qualunque cosa si dica di questo film, si avrà sempre l'impressione di avere dimenticato l'essenziale" (Enzo Ungari). La parabola del protagonista attraversa la storia in un periodo di tempo evidentemente più compresso di quella che va dall'osso all'astronave di 2001. Tuttavia, i temi si assomigliano: la fallibilità dell'uomo, l'ambizione di dominare il proprio tempo partendo da una sostanziale stupidità, l'impossibile tensione verso la felicità. Assurdo crederlo un film ‘freddo'. Il catalogo dell'arte settecentesca obbedisce alla parata esibizionista dell'uomo illuminista (come dimostrano, appunto, i lumi che danno luce naturale, fioca, ma limpida, alle scene). Quale follia, ci spiega ancora Kubrick, più atroce se non quella di immaginare che il razionale possa controllare il reale? L'illuminismo è dunque un giardino inglese: più ti addentri, più diventa il labirinto in cui si perderanno i personaggi di Shining. La Storia, come sempre, non insegna nulla. (rm)

Proiezioni:
Lunedì 28 luglio 2008
Piazza Maggiore
22.00
L'evento è parte di: Sotto le Stelle del Cinema
Lingua originale con sottotitoli Lingua originale con sottotitoli

Tariffe:

Ingresso gratuito

Dettagli sul luogo: