LES SAISONS

(Francia/2016) di Jacques Perrin e Jacques Cluzaud (96')

Regia: Jacques Perrin e Jacques Cluzaud. Sceneggiatura: Jacques Perrin, Jacques Cluzaud, Stéphane Durand. Fotografia: Stéphane Aupetit, Michel Benjamin, Jérôme Bouvier, Laurent Charbonnier, Philippe Garguil, Eric Guichard - AFC, Laurent, Fleutot, Sylvain Maillard, Christophe Pottier, Jan Walencik. Montaggio: Vincent Schmitt. Musica: Bruno Coulais. Produzione: Jacques Perrin, Nicolas Elghozi per Galatée Films, Pathé, Pandora Film, France 2 Cinéma, Rhône-Alpes Cinéma, Axone Invest - Invest Image 3, Winds. Durata: 96'
Versione originale con sottotitoli italiani

Serata promossa da Alce Nero

 

Dopo aver sorvolato il mondo sulle ali degli uccelli migratori e surfato in tutti gli oceani in compagnia di balene e razze, Jacques Perrin e Jacques Cluzaud ritornano sullo schermo con questa nuova opera, ambientata in terre più familiari. Questa volta siamo condotti in un fantastico viaggio nel tempo per riscoprire i territori europei, nei quali viviamo assieme agli animali selvaggi sin dall'ultima era glaciale. A un'interminabile era di ghiacci seguì una foresta profonda e ricca, poi, sotto l'impulso dell'uomo, una ridente campagna. Les Saisons è un'epopea sensibile e inedita che racconta la lunga e tumultuosa storia comune che lega l'uomo agli animali.

 

A parte i tesori d'invenzione tecnica dispiegati per avvicinarsi il più possibile agli animali (tecnica della ‘complicità affettiva', uso di droni...), i documentari di Jacques Perrin manifestano una qualità miracolosa, quasi demiurgica, nella loro capacità di farci contemplare ciò che ognuno di noi non è per natura in grado di osservare. Dopo aver volato in formazione con le oche selvatiche (Il popolo migratore) e nuotato in mezzo alle balenottere (La vita negli oceani), lo spettatore di Les Saisons viene chiamato a condividere la tana di una volpe o il pasto di una lince. Chiunque si sia inoltrato dentro un bosco riuscendo tutt'al più a intravedere il pennacchio di uno scoiattolo, potrà apprezzare, in questo film, la prodezza registica e la lezione di ecologia, impartita, per risultare più efficace, con estrema sobrietà.
In Les Saisons siamo invitati a penetrare nel cuore della Grande Foresta, quella che alla fine dell'ultima era glaciale, ventimila anni fa, ricopriva l'intera Europa. Un'epoca che appare priva di qualunque traccia di presenza umana, essendoci raccontata dal solo punto di vista degli animali, i quali hanno sempre fuggito i cacciatori-raccoglitori che siamo stati. Volutamente ottimista, il film evoca, senza catastrofismi, i danni causati dall'agricoltura chimica e dall'espansione urbana, vettori della deforestazione.


(Jérémie Couston)

 


Abbiamo cominciato a lavorare a Les Saisons quattro anni fa, quando ancora la conferenza di Parigi era da venire. Dopo aver trattato dei mari e dei cieli, spazi vasti sempre più inquinati e a rischio, volevamo dimostrare quale territorio straordinario ha l'Europa, e quale potrebbe ancora avere. I grandi animali d'un tempo, così affascinanti, ormai si trovano ai confini della Polonia, sulle Alpi, in Romania. Oppure in America del Sud e Africa. Volevamo dimostrare che, malgrado tutto, lo stato selvaggio è qualcosa di propizio allo spirito dell'uomo perché vuol dire libertà.
Il progresso è fantastico, l'introduzione dell'agricoltura dopo il neolitico ha cambiato in meglio le nostre vite come pure l'industria e la tecnologia. Ma tutto ciò ha dei danni collaterali planetari. Uomini e animali siamo sulla stessa barca e noi abbiamo delle responsabilità per le generazioni future. Sulla natura dobbiamo fare dei film politici. Senza parlare troppo. Lasciando parlare le immagini. È compito dello spettatore tirare le fila del discorso.


(Jacques Perrin)

 

Lingua originale con sottotitoli Lingua originale con sottotitoli
L'evento è parte di: Sotto le stelle del cinema 2017

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