Martedì 2 luglio 201318.00
Cinema Lumière - Sala Scorsese

POUR LE MÉRITE

(La squadriglia degli eroi, Germania/1938) R.: Karl Ritter. D.: 122'

Scen.: Fred Hildenbrand, Karl Ritter. F.: Günther Anders, Heinz von Jaworsky. M.: Gottfried Ritter. Scgf.: Walter Röhrig. Mus.: Herbert Windt. Su.: Werner Pohl. Int.: Paul Hartmann (capitano Prank), Herbert A .E . Böhme (tenente Gerdes), Albert Hehn (sottotenente Paul Fabian), Paul Otto (maggiore Wissmann), Fritz Kampers (vice ufficiale Fritz Moebius), Josef Dahmen (sergente Josef Zuschlag), Willi Rose (caporale Krause), Carsta Löck (Gerda), Fitti Topp (Isabel). Prod.: Karl Ritter per Universum Film AG (Ufa). Pri. pro.: 22 dicembre 1938. 35mm. D.: 122'. Bn. Versione tedesca / German version
Da: Friedrich-Wilhelm-Murnau-Stiftung


Se cerchiamo nel biennio 1938-39 gli indizi di ciò che sarebbe successo di lì a poco, ecco un film che non lascia alcun margine di errore: la guerra è certa al cento per cento. Non c'è spazio per negoziati smidollati: il futuro appartiene agli uomini di ferro che compongono la Squadriglia Richthofen (Karl Ritter rende così omaggio al capo dell'aviazione militare tedesca, Hermann Göring). Il film narra degli uomini che grazie alle loro imprese furono insigniti dell'ordine 'Pour le Mérite' ('al meri- to'). Il tema è il riarmo: il film si riferisce agli anni 1918-1933 (o 1935, quando la Luftwaffe era stata ricostituita in tutta la sua nefasta potenza), periodo durante il quale il riarmo era illegale. (È dunque un film sulla disonestà, oppure, dal punto di vista del regista, sull'onestà nel senso più profondo: "I posteri ci ricorderanno non per la grandezza della nostra vittoria ma per l'entità del nostro sacrificio!").
Pour
le mérite è un vero film di prestigio, con il suo cast di centodue attori guidato da Paul Hartmann e con la partecipazione di un giovane Wolfgang Staudte, futuro regista impegnato della Germania Est. Karl Ritter, che diresse complessivamente otto film sull'aviazione (il più incredibile dei quali, Stukas, doveva ancora arrivare), era ben attrezzato per le sequenze di volo (benché il film non assomigli agli altri di quel genere, siano essi di Wellman, Hawks, Fleming o, su un altro piano, del sovietico Julij Rajzman). Ma la principale virtù di Ritter era probabilmente la sua convinzione. Se possiamo definire 'amici' le persone vicine a Hitler, Ritter era uno di loro; la sua eccezionale familiarità con il Führer era tangibile. La prima infornata di film nazisti (ci riferiamo qui a titoli ancora spuri come Hitlerjunge Quex e Hans Westmar) non aveva entusiasmato i gerarchi, che esultarono molto di più per la sintesi 'artistica' perseguita da Ritter: 'cultura' più che forza bruta, comprensione del 'vero tedesco' e un insieme equilibrato di fede, idealismo e odio (nei confronti dei mali identificati con la democrazia di Weimar, gli ebrei, il comunismo, ecc.). I suoi film descrivevano una vita militarizzata fatta di fredda efficienza (e ai nostri occhi presentano uno sguardo straziante su persone intrappolate in un sistema che schiacciava tutto a scapito degli individui). Come dice il comandante Prank (Hartmann): "Dobbiamo ricostruire la Germania che rappresenta gli ideali dei soldati morti al fronte. Ne ho fatto il compito della mia vita. E lo affronterò come farebbe un soldato". Hitler presenziò alla prima e definì Pour le mérite "il miglior film mai realizzato sulla storia moderna". Anche i suoi contemporanei furono profondamente colpiti, e sentirono che "lo spirito dei morti era risorto". Presto sarebbe accaduto l'opposto.

Peter von Bagh

 

 

If most of our interrogation into 1938-39 is about anticipation, here comes a film that does not leave any margin for error: the war will come with 100% certainty. No spineless negotiations: the future belongs to these iron men. They belong to the Richthofen Squadron (meaning that Karl Ritter's film is also an homage to the then boss of German military aviation, Hermann Göring). The film is about the men whose deeds earned them the distinction 'Pour le Mérite'. It's all about rearmament, and as the film covers the years from 1918-1933 (or 1935 when the Luftwaffe has been recreated in all its ominous power) it's a period when rearmament was supposed to be illegal. (It is thus a film about dishonesty, or perhaps as the filmmaker would see it, about honesty in the deepest sense: "Posterity will remember us not by the greatness of our victory but by the measure of our sacrifice!"). Pour le mérite is a true prestige film, with 102 actors, headed by Paul Hartmann and among them the young Wolfgang Staudte - the future radical director. Karl Ritter, who directed eight aviation films in all (the most incredible of them, Stukas, came later), was well equipped for flight sequences (although the film does not resemble other examples of the genre, whether by Wellman, Hawks, Fleming or, in other realms, Julij Rajzman). Yet Ritter's greatest virtue was probably his conviction. If we can call persons close to Hitler 'friends', Ritter was one of them; an exceptional confidence was palpable. As the leaders had not been too enthusiastic about the first bunch of Nazi films (which were rare in a pure form, but meaning films like Hitlerjunge Quex and Hans Westmar), they were all the more elated about the 'artistic' synthesis Ritter was after: 'culture' more than brute force, an understanding of 'the real German' as well as a balance of faith, idealism and hatred (against the wretched evils of Weimar democracy, the Jews, communism, etc.). It was all about the militarized life of cold efficiency (and for our eyes, full of harrowing observations of people entrapped in a system that overwhelmed everything at the expense of individuals). In the words of Commandant Prank (Hartmann): "We must restore the Germany that represents the ideals of the soldiers who died at the front. I consider that to be my life's work. And I shall go about it as a soldier would". The Führer himself was at the premiere and declared Pour le mérite to be "the best film about modern history to date". His contemporaries were also deeply impressed and felt that "the spirit of the dead came alive again". Soon it would be the other way around.

Peter von Bagh

Lingua originale con sottotitoli Lingua originale con sottotitoli
Dettagli sul luogo:
Piazzetta Pier Paolo Pasolini (ingresso via Azzo Gardino 65)

Numero posti: 144
Aria condizionata
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