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Dvd in prestito per Amici e Sostenitori della Cineteca

La Cineteca offre ai suoi Amici e Sostenitori il prestito gratuito di 4 DVD per un mese; i bibliotecari suggeriscono periodicamente alcuni poker, piccoli pacchetti di film legati tematicamente. I film possono essere ritirati su appuntamento in biblioteca.
Per informazioni e prenotazioni scrivere a cinetecabiblioteca@cineteca.bologna.it
Il catalogo degli audiovisivi è disponibile on line a questo link.


Poker n. 1 - Un Natale diverso

"Quel che è certo è che sarà un Natale diverso" si dice in ogni dove. Quindi abbiamo pensato a quattro film che hanno nel titolo la parola “Natale” ma che sono ben lontani dalla tradizionale atmosfera delle festività. Dalla Francia, Ci sarà la neve a Natale?, fiaba crudele dal tono acre e secco, firmata Sandrine Veysset e Racconto di Natale di Arnaud Desplechin, lacerante dramma familiare che ruota intorno a malattia e rancori mai sopiti. Abel Ferrara mette, invece, in scena ne Il Nostro Natale un paterfamilias spacciatore alla ricerca affannosa di una bambola per la figlioletta lungo le strade del crimine di New York. Infine non può mancare in questo breve excursus il Regalo di Natale per eccellenza, quello di Pupi Avati, racconto di una feroce sfida a poker dove la posta in gioco non è solo il denaro.      


Poker n. 2 - Méliès, je t'aime!

Nella storia del cinema francese c'è una corrente eterogenea di registi accomunati dalla passione per la trovata dal sapore artigianale, capace talvolta di integrarsi e mimetizzarsi nella narrazione, altre volte quasi di sospenderla anarchicamente, altre volte ancora di fagocitarla completamente, diventando il cuore stesso del film. L'eredità delle fantasmagorie di Méliès è insomma più viva che mai, e nel tempo si è spesso caricata di una valenza affettuosa, se non nostalgica, per quel mondo di piccoli artifici: quasi un tributo al pioniere del cinema, e all'incanto del cinema stesso.

Zero in condotta (Zéro de conduite, Jean Vigo, 1933)
Mio zio (Mon oncle, Jacques Tati, 1958)
Zazie nel metrò (Zazie dans le métro, Louis Malle, 1960)
L'arte del sogno (La science des rêves, Michel Gondry, 2005)      


Poker n. 3 - Méliès, je t'aime! - 2° parte

Le ballon rouge (Albert Lamorisse, 1956)
Delicatessen (Jean Pierre-Jeunet, Marc Caro, 1991)
Appuntamento a Belleville (Les Triplettes de Belleville, Sylvain Chomet, 2003)
Le spiagge di Agnès (Les plages d'Agnès, Agnès Varda, 2008)


Poker n. 4 - Cinema e cultura ebraica

In occasione dell'approssimarsi del Giorno della Memoria, il poker di quattro film proposti ruota intorno all'essenza della cultura ebraica. Forse il più conosciuto cineasta israeliano, Amos Gitai, con Kippur ci trasporta nel cuore del conflitto con Siria ed Egitto del 1973 visto da una prospettiva personale ed intimista. Ed è questa la cifra che attraversa anche La sposa promessa di Rama Burshtein, analisi del conflitto tra la rigidità dell'ortodossia e le aspirazioni personali più profonde. Eytan Fox in Camminando sull'acqua arriva perfino a sfidare il tabù dell'omosessualità mentre Ari Folman ricostruisce in una folgorante animazione dal taglio documentaristico la guerra in Libano, rivissuta attraverso i meandri della memoria.

Valzer con Bashir (Vals Im Bashir, Ari Folman, 2008)
Kippur (Amos Gitai, 2000)
La sposa promessa (Lemale et ha'halal, Rama Burshtein, 2012)
Camminando sull'acqua (Walk on Water, Eytan Fox, 2004)


Poker n. 5 - Varianti inebrianti

Da sempre gli alcolici costituiscono un efficace motore narrativo per il cinema; proponiamo qui una selezione che valorizzi l'eterogeneità del valore assunto da queste bevande. Se in Sideways il vino serve a cementare un'amicizia e insieme a farsi metafora caratteriale dei personaggi, nel divertente e catartico La parte degli angeli la degustazione di whisky diventa uno strumento di riscatto sociale. Nel picaresco Il segreto di Santa Vittoria, con Anna Magnani ed Anthony Quinn, un millione di bottiglie di vino sono la posta da proteggere contro l'invasore nazista, diventando quasi l'emblema dell'italianità stessa. A fare da contraltare a tutto ciò, la cieca spirale dei celebri Giorni perduti di Wilder, un crudo affresco della dipendenza dai superalcolici.

Sideways (Alexander Payne, 2004)
La parte degli angeli (The Angels' Share, Ken Loach, 2012)
Il segreto di Santa Vittoria (The Secret of Santa Vittoria, Stanley Kramer, 1969)
Giorni perduti (The Lost Weekend, Billy Wilder, 1945)


Poker n. 6 - Il fascino discreto dell'ipocrisia: Claude Chabrol

Uno dei fondatori della nouvelle vague, prima critico cinematografico, poi dietro alla macchina da presa, Claude Chabrol ha saputo descrivere con lucidità il perbenismo, il conformismo e soprattutto l'ambiguità della provincia francese, raccontandone vizi privati e pubbliche virtù. Il risultato: un genere thriller inconfondibile, atto d'accusa affilato e, a tratti, sornione. Isabelle Huppert e Stephane Audran, muse ispiratrici e attrici feticcio. Di seguito, quattro titoli della sua sterminata filmografia che si snoda dalla fine degli anni Cinquanta a metà degli anni Novanta.

Grazie per la cioccolata (Merci pour le chocolat, 2000)
Il tagliagole (Le Boucher, 1970)
Il colore della menzogna (Au cœur du mensonge, 1999)
Il buio della mente (La cérémonie, 1995)


Poker n. 7 - Il sogno di una sala: Silvano agosti e l'Azzurro Scipioni

Tra le vittime del covid, ormai è noto, ci sono anche molte sale cinematografiche. Il 18 marzo 2021 a Roma si è tenuto l'ultimo commiato per il cinema Azzurro Scipioni, fondato nel 1983 e portato avanti con tenacia dal regista indipendente Silvano Agosti. La sala ha visto proiettati classici del cinema e film di nicchia, nonché performance, letture e concerti (Morricone compreso). Omaggiamo questa preziosa esperienza augurandoci che il sogno del regista di vedere rinascere altrove la sala trovi esito positivo. Ecco dunque una piccola selezione delle intransigenti opere di Agosti, al quale aggiungiamo una perla del cinema italiano: Il pianeta Azzurro; Franco Piavoli girò questo piccolo grande film grazie al prestito di una cinepresa da parte dell'amico Agosti. L' "Azzurro" della sala nasce proprio da quel film, una sorta di sinfonia visiva della ruralità che vede l'acqua come trait d'union narrativo.

Matti da Slegare (Marco Bellocchio, Silvano Agosti, Sandro Petraglia, Stefano Rulli, 1975)
Il pianeta azzurro (Franco Piavoli, 1983)
D'amore si vive (Silvano Agosti, 1984)
Quartiere (Silvano Agosti, 1987)